Esonero dai contributi previdenziali per professionisti e partite IVA nel 2021

A chi spetta? Quali sono i requisiti?

I destinatari di questa misura di aiuto economico per l’ anno 2021 a causa della crisi generata dalla pandemia Covid, sono i titolari di partita IVA che hanno subito una decisa perdita di fatturato nel 2020.

Nel dettaglio, il taglio dei versamenti contributivi, per quello che è stato rinominato come l’ “anno bianco fiscale”, si applica ai seguenti professionisti e lavoratori autonomi:

Le categorie interessate sono:

  • lavoratori autonomi;
  • professionisti iscritti alla gestione INPS;
  • professionisti iscritti alle Casse private;
  • medici, infermieri, e professionisti e operatori sanitari e tecnici di cui alla legge sul riordino delle professioni sanitarie (L. 11 gennaio 2018 n. 3, che include ad es. chimici, biologi etc..) collocati in quiescenza ed assunti per far fronte all’emergenza Covid-19.

L’esonero spetta per i contributi 2021 da versare con rate o acconti.

Secondo quanto specificato dal decreto attuativo, le categorie sopra elencate possono beneficiare dell’esonero dal versamento dei contributi, a patto di rispettare i seguenti requisiti:

  • calo di fatturato o corrispettivi pari almeno al 33% nel 2020 rispetto al 2019;
  • reddito complessivo non superiore a 50.000 euro.

Inoltre, ai fini del riconoscimento dell’esonero dei contributi, il titolare di partita IVA dovrà rispettare i seguenti ulteriori requisiti:

  • non deve essere titolare di contratto di lavoro subordinato;
  • non deve essere titolare di pensione diretta (fatta esclusione dell’assegno ordinario di invalidità o altri emolumenti corrisposti in caso di invalidità).

Il Fondo per l’esonero dei contributi ha una dotazione di 2.500 milioni di euro. È stato il decreto Sostegni ad aumentare la dotazione prevista dalla Legge di Bilancio 2021, con l’obiettivo di garantire adeguata copertura alla misura. L’ esonero dei contributi 2021 senza requisiti di calo di fatturato è previsto per le attività avviate nel corso del 2020.

I requisiti relativi al calo di fatturato e, parimenti, la verifica circa il reddito prodotto nel 2019, non si applicano ai soggetti titolari di partita IVA che hanno avviato nel 2020 l’attività che comporta l’obbligo di iscrizione alle gestioni INPS di cui sopra o a casse private. In tal caso, l’esonero sarà riconosciuto senza dover dimostrare di aver subito perdite a causa del Covid-19.

Per richiedere l’ esonero contributi la domanda deve essere presentata entro il 31 luglio. Per i lavoratori autonomi e i professionisti iscritti all’INPS, il decreto attuativo del Ministero del Lavoro stanzia un totale di 1.500 milioni di euro al fine del riconoscimento dell’esonero contributivo 2021, pari ad un massimo di 3.000 euro.

Per artigiani e commercianti, l’esonero riguarda i contributi fissi.

Per i lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS, l’esonero riguarda i contributi
complessivamente dovuti, calcolati sul reddito prodotto e dovuti a titolo di acconto 2021, in scadenza entro il 31 dicembre.

L’accesso all’esonero è subordinato alla presentazione di domanda all’INPS, entro la scadenza del 31 luglio 2021. L’Istituto dovrà predisporre e pubblicare il modulo e le istruzioni per l’invio dell’istanza. Per poter beneficiare dell’esenzione bisognerà in ogni caso attestare la propria regolarità contributiva. Chi avesse già versato una quota dei contributi, potrà invece presentare domanda di rimborso entro il 30 novembre.

L’ Esonero dei contributi 2021 per i professionisti con Cassa (avvocati, ingegneri, commercialisti, etc) prevede la presentazione della domanda entro il 31 ottobre.

Per i professionisti iscritti ad un albo e quindi a Casse private di previdenza, vengono stanziati ulteriori 1000 milioni di euro. La gestione operativa è affidata ai singoli Enti gestori delle forme obbligatorie di previdenza e assistenza e, anche in tal caso, l’accesso all’esonero è subordinato al rispetto della regolarità contributiva.

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